UCRAINA TECNOSTATO

Blast-rating della guerra dronica

UCRAINA TECNOSTATO
Lettura boomer
L'Ucraina è il più grande alleato e nemico della libertà in Europa. La sua guerra deciderà il nostro domani.

Oggi Vasily e Sasha ci insegneranno come legare una mina antiuomo ed un terminale Starlink su di un drone da 50 euro e macellare mercenari africani!

Sono passati quattro grossi grassi anni dacché l’Ucraina doveva smettere di esistere. Erano sicuri tutti, soprattutto i Grandi Esperti© dai media con la M maiuscola fino alle chat di Telegram. Invece si è dato alle fiamme il più grande arsenale del mondo, quello russo ereditato dall’URSS, e si è trasformata un’area di pianeta significativa in una mappa di Metro 2033.

Arbatskaja a Mosca 2033, Zavod’ska a Kharkiv 2022, stessa merda.

Me la sarei dovuta giocare al Polymarket. Ho deciso con 4 ore di ritardo di giocarmi la guerra in Iran – la giusta causa si è persa 800 euro. Non sbagliate anche voi, giocate quanto più possibile.  

Un po’ mi dispiace del fallimento russo. Nel 2016 ci credevano in tanti nella storia delle Repubbliche di Donetsk e Luhansk. La Russia impero irrazionale, duginiana e reazionaria, si presentava come l’alternativa al tristissimo presente italiano. Pensavamo: se solo noi avessimo ancora un posto ed una missione nel mondo, ed avessimo il coraggio di uscire da questa gabbia istituzionale… e quell’esercito reale, pronto a colpire! Russia Today supportava la nascita della culture war, con noi contro gli insipidi arcobaleni obamiani!

Armare ed informare Kyiv contro la Russia fu una politica tutta a stelle e strisce, peak NATO. Risultato finale, ci è stata consegnata la TECNOUCRAINA, un embrione di TECNOSTATO GUERRIERO, la vera antitesi all’Italia sonnacchiosa del 2026. Il paese più supportato dal mainstream è anche la chiave per sconfiggerla, perché la nostra Repubblica è una INPScrazia che non sa immaginarsi il futuro, tantomeno affrontare una tecnoguerra moderna. Ma non solo: per socnfiggere un futuro TECNOSTATO ITALIANO, bisognerà conoscerne le tecniche e batterlo sul suo terreno.

Droneguerra

La guerra non passa tanto per l’acciaio e la terra, quanto per Excel e la psiche. 

La guerra la conosciamo da libri di storia e racconti familiari ricchi di cannoni e tank, di grandi conquiste e ribaltoni. Conosciamo il concetto di fronte, di quella strana striscia di terra dove si toccano i raggi delle mitragliatrici, delle corse a perdifiato e degli obici. Che goduria le carte militari, con le loro linee nette! 

In Ucraina il fronte non è sparito, è solo che è passato dalla materia all’antimateria. È un antifronte dove, in una fascia di 25-30 chilometri (quasi la larghezza del Molise, LdM nuova unità di misura) uno stormo infinito di droni sorveglia 24/24 ogni centimetro di terreno, con telecamere termiche e IA di supporto. Appena una paglia si muove, i droni armati partono.Si infilano nelle feritoie per l’aria delle trincee – non c’è sicurezza sotto terra. Colpiscono ogni veicolo in movimento – non puoi scappare.

La tua morte finisce in un bel montaggio online, ultimo sfregio alla tua inutile vita e alla tua inutilissima guerra. 

Per la tecnica del secolo l’uomo è un errore, un oggetto che sta di mezzo all'obiettivo del programmatore, del dronista, dell'azionista. Lo stesso vale per il povero fante. 

Così come la tua vita, caro lettore, è completamente trasparente agli algoritmi, lo stesso accade per il campo di battaglia. 

La Tecnoucraina avrebbe sbaragliato truppe NATO in un’esercitazione comune nel Baltico. Stanno su un altro livello. Dalle fabbriche di componenti da qualche parte in Indonesia alla catena logistica all’impiego, una catena di algoritmi guida e decide la morte di un qualche Pëtr. L’umanità è necessaria solo come piattaforma di lancio nell’antifronte e da casa per il consenso. Siamo quanto vicini possibili alla fantascienza più distopica, ma Terminator me lo immaginavo più romantico, con il cranio nudo e gli occhi rossi. 

La guerra dei software va ben oltre i sistemi specializzati. Arriviamo fino al pacchetto Office. I dronisti ucraini sono inseriti in un sistema di rating competitivo in base a quanti russi ammazzano, come nella migliore lobby di CoD. 

Pubblicamente il governo ucraino sostiene di avere un target di soldati russi da uccidere, da raggiungere in qualsiasi maniera. 

Dei techbro da Palantir hanno generato la più folle guerra con droni (a quando la guerra solo tra droni?). È un videogioco, si gioca dal tuo buco di fango e foglie nella pampa desertificata e minata del sudest ucraino, ci sono joystick e console, e dei clan in cui competere. C’è un ELO rating da Chess.com, ci sono le Divisioni di FIFA, ci sono i livelli di League of Legends… 

https://www.instagram.com/p/DVI9QmLjMuH/?utm_source=ig_web_copy_link

Blast-blast-blast vzzzzzzzzzz guerra sullo spreadsheet: per vincere basta uccidere più persone di quante ne vengano reclutate, easy. Millenni di filosofia militare buttati al macero, basta la mentalità da consulenza: sei numeri in croce, grafico ascendente goes brrrr, massimizzazione efficientamento assoluto. 

Ingegneri informatici al potere essere tipo. 

Giuochificazione della guerra, se vogliamo. 

Psico-Carso

Arriviamo alla faccia psico della droneguerra. Prima di considerare le implicazioni operative delle quote di morti, pensiamo a quelle emotive in prima linea. Le defezioni nell’esercito ucraino sono emorragie enormi – alla fine una macchina simile l’hanno costruita anche i russi. La contabilità dronica è ancora peggio per la carne da macello che si trova di là, che non ha nulla nulla nulla per cui combattere se non la paga o la minaccia di essere fucilato.

SÌ VOGLIO PARTECIPARE ALLA BESTIA MACCHINICA, NON POSSO NON VOLERLO. GLORIA ALL'IMPERO! 

Ora, i mezzi tecnici sembrano nuovissimi, ma la situazione ha molto del déjà vu. 

Queste guerre impantanate le vinci solo se all’altro cede anche solo parte dell’esercito. Una guerra per molti aspetti fotocopia di questa l’hanno combattuta i nostri bisnonni. Al posto dei droni come invisibile incubo macchinico c’era l’artiglieria (assieme ad altre monellerie), che frantumò le cariche di cavalleria e il movimento dei fanti. Si avanzava una zolla alla volta, 1000 morti alla volta, sperando nel colpo grosso. L’Italia sfondò infine a Vittorio Veneto solo perché i soldati austriaci pesavano quanto dei bambini e l’Impero si stava disgregando; così come le Potenze Centrali sfondarono ad Est perché i soldati dell’altro Impero si ruppero il cazzo e se ne tornarono a casa.  

Quando lo strapotere macchinico e la sua assurdità sono massimi, accadono due cose importantissime:

1 La cultura rimbalza dall’altra parte, esaltando un guerriero tutto spirituale e metafisico. Vedi il dannunzianesimo, che del gas mostarda se ne fregava, o il futurismo, che dipingeva cruda tecnica ma voleva celebrare l’eroismo nazionale fine a sé stesso.

2 Gli specialisti trovano modi di piegare al volere umano e al dominio dell’attacco l’apparato macchinico. Vedi lo sviluppo dell’arma aerea, o l’ammaestramento del carro armato.  

Oggi la morte dall’alto sembra inarrestabile. Di certo non andrà da nessuna parte a breve. Ma aspettatevi presto un suo uso completamente diverso, mobilissimo ed aggressivo.

Ucrainizzare l’UE

Ancora non si sa quale sarà il prossimo Meta bellico, cioè come si piegheranno IA, sorveglianza di massa, cyberattacchi e droni di ogni genere per ottenere guerre lampo ed eroiche. La mentalità eroica è però già pronta. Leggete ed ascoltate quanto siano nazionalisti e collettivisti gli ucraini. È ufficiale: sono tornate le nazioni rigide, gli stati di polizia e le frontiere vere. Così è andata la Turchia con Erdogan, così sono sempre state e rimaste Russia e Cina. L’Ucraina è l’atto primo di questa nuova storia dalla quale imparare. Milano Cortina 2026 o Beijing 2008? Non si distingue più. 

Il prossimo golpe in Europa lo farà l’Azov con una Marcia su Kyiv. Previo bombardamento con 7500 piccoli droni, supporto Starlink, piena approvazione americana e concitato post di ammonimento morale della Commissione Europea, suprema istituzione dell’aria fritta, su Linkedin

Proprio del baraccone di Bruxelles c’è da parlare. Perché le provano tutte ucrainizzarsi. Cosa pensate, che il mare di contenuti euro-nazionalisti ed anti-russi su ogni social sia casuale? Questa è indubbiamente una (trista) psyop:

Come vorrebbero creare uno spazio con una sola verità, una sola battaglia comune, un solo discorso pubblico! In Ucraina ha funzionato a puntino. Nel 2022 Zelenskij era stato eletto da pentastellato, con un bruto voto di protesta, e non voleva un muso duro con i russi. Non era amico dell’esercito, e governava a spacconate in Aula. La guerra ha permesso la legge marziale e la quasi completa unificazione dei media. Adesso il paese lo governa l’ufficio della presidenza, una istituzione che costituzionalmente non esiste (sarebbe la nostra Pres. del Consiglio) e che emana decreti come vuole, completamente centralizzata. Ogni anno i funzionari vengono ruotati o purgati sistematicamente. I decreti si firmano su Signal, l’ho visto con i miei occhi. 

La guerra ha creato lo Stato in Ucraina, un Tecnostato quanto più digitale e nebuloso possibile. Se non è questa l’ambizione di ogni cravattone in Commissione Europea… 

Israelizzata Palantirizzata l’Ucraina, toccherà a noi. 

Don’t tread on me

Se volete vedere in forma plastica un posto che vive nel futuro e che sia in Europa, andate in Ucraina, l’America di questo maledetto continente. Non è solo una questione di implementazione efficiente della distopia algoritmica. Se vi avvicinate e curiosate, scoprirete che in questo paese:

Tra ricchi e poveri passa un oceano

Non c’è quasi welfare state (oggi lo finanziano i partner UE, tra l’altro, finita la guerra decideremo noi il destino dei veterani)

Di casa si esce a calci in culo a 16 anni 

Si crede in una patria

L’esercito è l’apice della società in quanto a status

Le tasse sono basse e creativamente evase

Si crede nel self-made-man (quello postsovietico)

La politica è controllata da oligarchi e signori della guerra

Quello governato è un popolo incazzoso che ha voglia di cacciare ogni governo dopo un mandato (oggi, in mezzo alla guerra, la stampa rompe il cazzo al governo come in un qualsiasi tempo di pace, e al voto l’attuale presidenza sarà cacciata con un calcione a casa)

L’Ucraina è tutta un Texas, tutta un Alabama. 

DON’T TREAD ON ME, 

NON OSARE CALPESTARMI – STATO, TASSE, RUSSI, NEGRI (sì, non gli piacciono)

Quasi tutto il pensiero innovativo moderno è libertario – libertario – libertario

Eccovi la situazione giovanile in Ucraina (violenza della guerra esclusa, che è un fardello clamoroso): oggi, con la legge marziale, si possono assumere neolaureati nell’amministrazione pubblica ucraina senza concorso; l’università si finisce tre anni prima che da noi; sotto i 25 anni non sei costretto a servire nell’esercito, ti danno il tempo di farti una vita. La Tecnoucraina capisce che il futuro esiste. La generazione più giovane è al centro del progetto. Nell’Italia (e l’Europa) gerontocratica, non parliamone neanche. 

Il vecchio Stato ha fallito, la vecchia ideologia ha fallito. Sta venendo un nuovo Stato molto più leggero e crudele, il Tecnostato, (o Cyberstato se più vi garba, visto che già oggi lo Stato è una megamacchina tecnocratica, ma pesantissima e bonacciona) dal quale ci si potrà difendere solo se si sarà guerrieri. Non basterà dire che l’autorità si deve fare gli affari suoi. Bisognerà avere mezzi di deterrenza, perché una organizzazione iper-centralizzata con in mano dati in massa, droni automatizzati e che ha formato una popolazione passiva nel campo dell’informazione sarà intoccabile e infinitamente capace di violenza.

La Tecnoucraina guerriera è un avvertimento ed un esempio, è il nemico di domani, ed è il luogo dove noi menti malate sane impareremo a combatterlo.

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