Trump annetti (anche) noi!

(President Trump annex Italy pls)

Trump annetti (anche) noi!
Lettura boomer
Gli Europei sono i veri bifolchi, fatevene una ragione.

E in quanto bifolchi, meritano di essere dominati da una cultura ancora lucida e spietata come quella Americana.

Anzi, forse non ci meritano neanche questo considerando il lassismo generale e il totale nichilismo che pervade il nostro modo di condurre la vita pubblica, per non disquisire di quella privata.

Geopoliticamente troppo compromessi e frammentati: qualcuno rilascia gli sfinteri al solo pensiero che gli Americani possano ridurre i contingenti sparsi sul continente. Altri gioiscono, pensando che solo così l’Itagghia possa riemergere.

Entrambi hanno ragione e torto allo stesso tempo. Ma niente e nessuno è realmente pronto per un mondo concretamente post-americano.
A questo tavolo non ci resta da fare altro che rilanciare: l’ultima speranza per l’Italia (e forse per l’Europa intera), coincide con il compimento totalizzante dell’operazione Husky!
L’impero Americano è nato de facto con l’invasione dell’Europa, è giunto il tempo di farsi annettere in piena regola.

Qui sopravviene l’urgenza di una considerazione che, personalmente, definirei pleonastica

...ma che parrebbe non esserlo per molti: la cultura Europea odierna, implicando vi sia rimasta traccia di qualcosa definibile quale “cultura”,è una purea liquida e insipida di nostalgia rimestata disomogeneamente alle più svariate ideologie.

Questi sono fattori boomeristicamente convertiti, sul piano ben-poco-pragmatico, in un continente morente sul piano culturale, economico, militare, sociale, insomma TUTTO!

L’EUROPA MUORE! IL MONDO ANTICO MUORE!

Ma vi è di più: come in ogni Civiltà decadente, a farla da padrona in Europa è l’arroganza.

L’arroganza è prettamente un’istanza giovanilistica. I giuovini signori Europei, inconsapevolmente più yankee degli yankee, e nonostante il larp da commensali sofisticati atti a disquisire di buone maniere alla tavola di Maria Teresa d’Austria, copano e seethano sull’altare del vecchio mondo sacrificato.

Quando riferisco ai miei amici o colleghi di università la mia volontà di emigrare nel Nuovo Continente, per avere più prospettive di guadagno, più possibilità di mettere su una famiglia numerosa, o anche solo di vedere valorizzata concretamente la pletora di pomeriggi passati ad allenarmi in biblioteca piuttosto che – GIUSTAMENTEspizzarmi le cinesi su TikTok, ricevo risposte del tipo:

  • “Oddio NO, non lo farei mai!”
  • “Occhio a non farti sparare eheheh”
  • “Gli americani sono ignoranti e bifolchi, starai malissimo”
  • “Assolutamente non potrei! Mangiano che fa schifo!”
  • “EH MA LA SANITÀ PRIVATA????”

Magnaninamente concepisco e comprendo queste critiche, e Senz’altro qui non si vuole fare l’elogio cieco degli USA.

Parliamo pur sempre di un impero dissanguato, di un nucleo nazionale dismembrato da disuguaglianze di ogni tipo. Gli USA odierni, sono incommensurabilmente differenti rispetto all’America di 30-40-50-fatevoi anni fa.
Il sogno americano si è tramutato in incubo nel baleno di qualche decennio.

Ciononostante una scogliera che si sgretola è sicuramente una prospettiva migliore rispetto al mare aperto, specie se non avete imbarcazioni.
Esageriamo: se mantenete un minimo di sale in zucca, o detenete qualche titolo accademico, o perfino se sapete spalmare bene la pummarola sulla pizza, la Casa Sulla Collina a Stelle e Strisce resta sicuramente meglio della prospettiva europea.
Per l’Italia non ne parliamo neanche.

Signori, è tempo di dire basta a questo carosello di minchiate

...e guardare l’ELEFANTE NELLA STANZA… (stanza ovviamente doppia affittata a 600 sbleuri che i boomer vi affittano per studiare, determinando la dilapidazione delle finanze familiari, ovvero dell’ultima cosa che assicura una sopravvivenza in Italia e forse in tutto il continente.)

L’America ci appoggia il suo scroto d’Aquila piumato sul capo, e lo fa in ogni modo possibile. Ma la questione è che gli Europoidi non solo neghino di ricavare un sottile e inconscio piacere da questo poco encomiabile trattamento, ma fingono - oltretutto- di essere loro stessi a praticare codesta pratica sugli ‘merrigani.

Bugiardi, ipocriti, capatori seriali: ecco cosa siamo, siori e siore.

Un po’ come i Greci con i Romani, il nostro senso di superiorità si proietta sul passato: come se l’eredità fosse un qualcosa di guadagnato con le nostre forze.

Il presente fingiamo di non vederlo o ci appelliamo a fenomeni del tutto trascurabili per riproiettare il tutto su una presunta superiorità metafisica della nostra condizione, anche se tutto ciò che si concretizza è l’esatto opposto.
Va benissimo essere critici con il modello culturale, economico, e geopolitico americano, ma se la critica oltrepassa il suo limite fisiologico, e diventa specchio della propria – recitata – superiorità… non ci siamo.

Tra l’altro le critiche sono quasi sempre le solite, ed è abbastanza ilare che provengano da una realtà – quella italica – che ripresenta quasi tutto in salsa mediterranea.
Una brevissima, e molto qualunquista, carrellata:

  • La sanità pubblica è al collasso, con il passare del tempo sarà sempre meno pubblica
  • Il nostro bilancio propende per l’insolvenza perenne, e dichiareremmo default se non fossimo in un sistema ponzi-scheme
  • Il paese produce sempre meno, si arena sul cartolinificio e ha sacrificato la propria inventiva per adagiarsi su una condotta quasi “passiva” (tanto economica-industriale, quanto culturale)
  • Ospitiamo le 4 SPA a conduzione famigghiare più remunerative del mondo. E ci sparavamo fino all’altro ieri (con tutto che le armi non sono legali)

Tutta la critica agli USA, appare sempre più ridicola se elaborata al fine di incensare le nostre copate .

Per non parlare della nosta Yankeeite inconsapevoe…


Nel segreto della nostra cabina di decompressione, culturalmente vogliamo essere americani.

L’inglesismo aziendale, il vloggetto, il fast-food della tradizione, Luigi Mangione, la serie tv, l’eloquenza, il suv, il cafferone…

Per una settimana o quasi avete sbraitato sul presunto saluto n4z1st4 dell’Africano più di successo della storia, su social rigorosamente di proprietà statunitense. E l’avete fatto in pieno stile da frignone del college americano.

Il nostro vestiario è americano, lo sono la nostra estetica, ormai anche il nostro gusto.

La lingua, quella parlata concretamentetra individui che non si facciano le seghe su Dante e la gloriosa letteratura dei tempi che furono, è americanismo ripassato in una impanatura di traduttore due volte: addestrati dal doppiaggio delle serie televisive americane, parliamo con lo stesso sensazionalismo e la stessa spacconaggine di un ‘merrigano stereotipato.La memetica, la storpiatura di termini inglesi italianizzati, o termini inglesi presi pari pari e rinfoderati nel linguaggio comune, in qualsiasi registro e contesto. Tutto è America inconsapevole.

La musica che va per la maggiore è americana, stando larghi è anglofona. Quella che formuliamo nelle nostre lingue europee comunque subisce un’influenza non indifferente.

Non di rado, i nostrani sedicenti sommelier della musica, balzano a piedi uniti oltre le scimmiottate italiane dei generi americani e sorseggiano, con fare aristocratico-intellettuale, un calice di Diet Coke, mentre ascoltano gli originali americani.
“Eh ma X è il Kendrick Lamar italiano”.
“Nono king, è il Kanye West Italiano!”.
“Aspetta, aspetta, a me pare più post-maloneggiante…”

Solo per restare in tema Musica (che non per altro è l’autentico vettore delle istanze culturali), dubito che qualcuno di voi si alzi la mattina con la volontà di ascoltare la Sinfonia concertante per oboe, clarinetto, corno, fagotto e orchestra K 297B in Mi Bemolle Maggiore, in quanto sincero ammiratore della cultura d’oro Europea e fiero e patriottico figlio d’Europa.

Al massimo vi sparate qualche wannabe-gangster-americano residente a Camisano Vicentino e trasferitosi a Milano per vivere il sogno americ… pardon… italiano!!!!

Ma state tranzolli anche voi intellettuali insoddisfatti. Gran parte delle eminenze della musica colta contemporanea, e umili servi della gloriosa cultura Europea, ormai alloggiano nei tanto odiati Stati Uniti.

Sono abbastanza sicuro che l’accademia americana sia più avanzata nei vari campi della cultura Europea, più di noi stessi Europei.

Lessi, non ricordo dove, che i maggiori Dantisti contemporanei sono perlopiù americani.
La crema delle università americane ha prodotto una critica che noi abbiamo re-importato in Europa. E non solo l’accademia.

Non ho finito:l’ultimo cinema che più o meno resta rilevante è quello americano.
Certo! Per un periodo gli Europei, e anche gli italiani, hanno insegnato al mondo. Ma i tempi sono cambiati.

Perfino nell’ambito della musica, del cinema, e della letteratura di nicchia della cosiddetta “Avant-Garde”, gran parte di ciò che riesce a oltrapassare il filtro della rilevanza o della qualità dal Nord del Continente che porta il nome di Vespucci.

Certo, quasi tutta l’alta cultura americana è autocritica nei confronti dell’America stessa. E per altro, questa apertura all’autocritica o alla qualità, si è notevolmente ridotta negli ultimi 15 anni. Ma questa considerazione non cambia molto.
Gli USA hanno mantenuto un distacco perché anche l’Europa ha deciso di sprofondare sempre di più.

Abbiamo importato perfino questo fattore, cosicché anche ciò che è realmente rilevante culturalmente qui da noi sia automaticamenteuna critica della società.

Sul piano economico, come ho detto, inutile parlare.

Ma si amici, non dimentichiamoci del fentanyl, della droroga, degli homeless, le gang… ma pagliacci che non siete altro… qui niente di simile?Sicuri?



L’abisso del vicino è sempre più profondo del nostro.

Come ciliegina sul dolcedenonna: sentir parlare gli Italiani male delle sparatorie è oltremodo qualcosa di inaccettabile. Un popolo di sparatori che critica le armi è un paradosso inaccettabile!

Insomma, l’Europa è su qualsiasi piano americanizzata, tranne sui piani rilevanti che ci renderebbero un continente quantomeno decente a livello economico, e con prospettive geopolitiche serie, e con un minimo senzo della realtà e dell’autoconservazione.

La nostra saccenza si è concretizzata in una realtà boomerizzata di controllo e demenzacrazia: l’UE ha gettato la maschera.
Questo carrozzone burocratico inutile, se non direttamente dannoso, è l’espressione di un continente tenuto in vita dalle macchine.

Il Covid ha accelerato il processo di scristianizzazione di questa entità piena di corrotti, boomer inutili, regolari, ideologi del cuckoldismo geopolitico. Ma siamo così stanchi e vecchi da essere perfino incapaci di buttar giù con una spallata questa fatiscente istituzione.

REGOLAREEEE DEVO REGOLAREEEE TUTTOOOOO! SONO UN REGOOOLERRRR !!!!

Questa mania della regolazione è la cifra della paura di vivere che gli Europei scontano giorno per giorno.

Sì, la nostra è paura di vivere e nient’altro. Come gli anziani o i bambini cresciuti all’ombra di un padre manipolatore.

Gli americani ancora manifestano la loro voglia di accrescere le proprie ricchezze, il loro dominio, la loro potenza.

Qui, nel nostro continente di cucconi, il superuomo nietzschiano si è tradotto in una petizione di intellettuali francesi per abbassare l’età del consenso… Ça va sans dire.

Forse è l’Americano… l’ultimo vero Europeo: conquistatore, Faustiano, violento, avido di Vita e di novità.

Giunti a questo punto dell’analisi, elaboriamo le possibili non-soluzioni…

l’ultima nostra speranza è essere annessi!

ANNETTETECI E FACCIAMOLA FINITA.

Rendete l’Italia il New Jersey 2.0
Meritiamo di essere il 51esimo stato!
FACCIAML!

Volete comandare con le basi militari in Italia? BENISSIMO!
Ma chi ve lo impedisce amici Yankee…

TUTTAVIA…



DOVETE DA ANNETTE STO CAPPERO DI PAESE FINITO.

Dateci possibilità di accedere alle vostre università, alle vostre risorse, e noi diventeremo prodi Americani, tanto in guerra quanto negli uffici.

Distaccati da questa marmaglia di regolatori e boomer al comando, potremo introdurre le nostre migliori risorse mentali nella gloriosa Patria Americana.

Presidentissimo Trump: ci faccia un pensiero, ma anche due, FINANCO TRE.

Rimettiamo su il GLORIOSO Movimento Unionista Italiano.

Immagine che contiene testo, schermata

Descrizione generata automaticamente
trump
MUUUUUUUUUUU: proposta per mascotte del movimento

Cari americani: avete deciso che volete essere i Romani di questo millennio?

Ottima prospettiva, ma ricordate che Roma annetteva i territori, non si limitava a lasciare qualche accampamento di legionari in giro.

ANNETTERE, ANNETTERE, ANNETTERE!

Sior Trump: perché prendersi la Groelandia e il Canada quando può prendersi direttamente il Mediterraneo?

Ma ci mancherebbe, si prenda pure entrambe le cose, basta che ci siano 2 voli al giorno Bologna-Boston senza necessità del passaporto.
Ma che ci state anche a pensare?
Tutte le Kendall che affollano i club del libro milanesi. Le Jennifer Napoletane che finalmente trovano una propria dimensione aprendo centri estetici in Connecticut…


VI DIAMO 4 MONDIALI DI SOCCER VINTI!!!! Così, a tavolino E PENSATECI SU!

Ci pensi Presidentissimo: avreste anche netti miglioramenti nel calcio e in altri sport che non vi filate, ma tutti gli altri sì.

Orde di studenti de roma in giro alla vera capitale: Washington DC

Senza contare gli innumerevoli vantaggi di sparpagliare i NewYorkesi desiderosi di un clima più mite non solo più in Florida ma anche nel Sud Italia, che si ripopolerebbe e potrebbe fungere da ulteriore base di future espansioni.

Oh, say can you see, by the dawn’s early light,

What so proudly we hailed at the twilight’s last gleaming?

Che parole magnifiche, che soave melodia.

Queste parole ricalcano esattamente ciò che proferiremmo normalmente quando, usciti dalla SNAI, ci saremo resi conto di esserci giocati, da VERI AMERICANI, i soldi per il college di nostro figlio.

Già vedo gloriose commistioni culturali: calabresi che praticano la Santeria, Bari come novella Miami, Milano piena di maranza irlandesi.

L’unico modo di uscire dai cul-de-sac della storia è rilanciare. RILANCIARE in quella grande partita a Poker che è la vita.

Per gli Americani:

Volete tirarvi fuori dalla NATO? Benissimo! distruggiamo la NATO perché ci avrete annessi.

Per gli Italiani:

non volete più basi straniere nel territorio Italiano? BENISSIMO, diventiamo noi stessi Americani.

Un win-win sotto ogni punto di vista.

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